Epifania del Signore
«Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo.» (Mt 2,2)
Di stelle sul nostro cammino se ne sono accese anche troppe.
Eppure siamo ancora lì, piantati al nostro posto, che non è mai quello che dovrebbe essere.
Di passi ne abbiamo compiuti parecchi ma da sempre nella direzione giusta.
E comunque c'è quell'unico passo che esitiamo a fare.
Da troppo tempo, nella chiesa, si continua a dire che il grosso, angoscioso problema sono i «lontani». E, invece il problema da risolvere è quello dei «vicini». Vicini che non cercano più, rimangono affacciati sulla porta, non entrano affacciati alla porta, non entrano mai. Vicini che si allontanano semore più dal cuore del cristianesimo, agitandosi nelle opere, estenuandosi nelle attività varie, iscrivendosi a tutti i corsi e convegni, intervenendo ad ogni tipo di dibattito.
Vicini che... allontanano.
Vicini che si limitano a curiosare, spettegolare, mormorare, azzuffarsi in liti da cortile.
No. Il problema non sono i lontani. Il problema sono i periferici.
Dobbiamo conviverci che non basta «conoscerlo». Bisogna «incontrarlo» Signore, vorrei giungere anch'io alla grotta di Betlemme e riconoscere nel segno che ci offri, in quel bambino che giace nella mangiatoia, la tua Parola fatta carne, il tuo Amore che ci spalanca le braccia, la tua Grazie che ci trasforma in figli accompagnati con discrezione, in figli liberati da ogni tristezza.
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