Riflessioni di Don Isidoro Di Cello
I Domenica di Avvento
Verrà a salvarci!
L'avvento ci sollecita, in quanto cristiani, a metterci alla scuola di Gesù, il maestro interiore per eccellenza, chi ci esorta a risvegliare la nostra fede e a far emergere le energie assopita dentro di noi.
Fin troppo scontato ricordare che l'Avvento è il tempo dell'attesa. Un'attesa proiettata verso la duplice « venuta » di Gesù: quella imminente, del Natale, « nella carne »; e quella finale « nella gloria ».
« Andare incontro al Signore » è una formula ricorrente in questo tempo.
Si rischia, però, di trascurare il fatto che è Lui che viene incontro a noi. Ci cerca. Non vede l'ora di trovarci.
Già! Cosa succederebbe se Dio non ci cercasse più. Non provasse alcun interesse nei nostri confronti. Ci nascondesse il suo volto.
« Il tuo volto, Signore, io cerco; non nascondermi il tuo volto ».
Per il cristiano l'atteggiamento, per essere pronto ad accogliere il Signore quando verrà, è quello della vigilanza.
Vigilanza è attesa intensa di un Salvatore, e nello stesso tempo è coscienza del suo assoluto bisogno; l'attesa dell'incontro richiede uno stato di preghiera umile e fiduciosa, e uno stile di vita sobria.
Cadere nel sopore spirituale significa sporsi alla tentazione e all'infedeltà sino a smarrire il senso di Cristo in noi.
San Basilio si domanda « Che cosa è proprio del cristiano » e risponde: « Vigilare ogni giorno ed ogni ora ed essere pronto nel compiere perfettamente quello che è gradito a Dio, sapendo che nell'ora che non pensiamo il Signore viene ».
Che la gioia spirituale animata dalla speranza accompagni il nostro cammino incontro al Signore che viene!
Preghiera
E' difficile tenere gli occhi aperti
quando la fatica appesantisce le membra,
quando la stanchezza percorre
il corpo e l'anima
e viene voglia di abbandonarsi al sonno.
Eppure tu ci dici:
State attenti, vegliate!
E' difficile avere un cuore desto
quando la delusione e lo smarrimento
si sono impossessati della nostra vita,
quando lo scoraggiamento ha guadagnato
i pensieri e gli atteggiamenti.
Eppure tu ci dici:
State attenti: vegliate!
E' arduo continuare a sperare
in questo nuovo mondo
che tu ci hai annunciato
quando abbiamo l'impressione
che tutto vada avanti come prima
e che siano sempre i furbi e i potenti,
quelli senza scrupoli,
a dire l'ultima parola.
Eppure tu ci dici:
State attenti: vegliate!
E' arduo tenere accese le lampade
senza conoscere l'ora
del tuo ritorno,
senza sapere con qualche anticipo
il momento preciso in cui arriverai,
senza poter contare su uno spazio di tempo
per renderci presentabili.
Ma è proprio per questo che ci dici:
Siate attenti: vegliate!
(Roberto Laurita)
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