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Riflessioni di Don Isidoro Di Cello 

III Domenica di Avvento 

Essere testimoni del Signore

«Non sono io…»

Il testimone non ha alcuna pretesa di attirare l'attenzione sulla propria persona. Al contrario, la distoglie da sé, per indirizzarla su Colui che, pur essendo presente, circola ancora in incognito: «In mezzo a noi sta uno che voi non conoscete» .

Il testimone non ha il compito di manifestarsi ma di manifestare.

Giovanni trova il coraggio di proclamare: “io non sono nessuno”.

Troppo spesso noi ci illudiamo che, potenziando la nostra luce, prestiamo un servizio alla luce.

La luce non ha bisogno del nostro «brillare» ma del nostro «spegnerci».

Giovanni si preoccupa che venga preso sul serio il Messia.

Il testimone vanitoso è preoccupato di essere preso in considerazione, avere successo, rimanere sulla cresta dell'onda.

Giovanni è «nessuno». L'altro si ritiene «qualcuno».

Il deserto diventa il luogo dell'ascolto, dove uno incontra veramente gli altri.

O si è portatore di luce o portatori di sé stessi.

La traccia che disegna Giovanni sul nostro orizzonte può essere fissata in questi termini:

•  dalla visibilità all'invisibilità del testimone

•  dall'invisibilità alla visibilità del Messia.

Fin quando il testimone è troppo visibile, solenne, pretenzioso, ingombrante, appariscente, il Cristo rimane nascosto.

Soltanto se il testimone, dopo di essere stato «voce» ferma ma discreta, scompare nell'ombra, Il Cristo riesce a manifestarsi, ad essere presente.

Giovanni invita ognuno di noi ad essere testimoni veritieri, autentici e credibili.

Preghiera

E' un vero profeta, Giovanni il Battista,

e dunque sa bene dove comincia e finisce

la sua missione, il suo ruolo.

La presenza delle folle non gli dà alla testa,

l'efficacia delle sue parole, la risposta sincera della gente

non producono in lui qualche cedimento alla vanità.

Non è lui la luce,

è solo testimone della luce.

E come lui tu chiami

anche ognuno di noi

a cercare la tua luce,

a desiderarla, ad invocarla, ad annunciarla,

a lasciarci illuminare dal suo chiarore,

ma senza mai creare confusione alcuna.

Noi siamo solo un pallido riflesso

del fulgore della tua gloria.

Non è lui il Cristo.

E la distanza è così grande

che non si considera neppure degno

di sciogliergli il legaccio dei sandali.

Anche a noi, per voce sua,

tu ricordi di essere solo discepoli fragili,

che portano il tesoro

della tua parola e della tua grazia

in vasi di creta, senza pretese.

E' un vero profeta, Giovanni il Battista,

ed invita ognuno di noi

ad essere altrettanto veritieri ed autentici,

testimoni credibili di un Amore che li sorpassa

(Roberto Laurita)

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